E’ stata una festa patronale completamente diversa, nel silenzio più totale ma con la voglia di festeggiare il Santo Patrono in tutto il suo splendore. E’ stata una messa solenne celebrata dal Vescovo Mons. Giuseppe Favale molto suggestiva. Celebrata per la prima volta in piazza Suor Maria Giovanna Laselva con circa mille posti disponibili e tutti rigorosamente occupati. E’ stato il segno tangibile che i Polignanesi sono molto legati al proprio Santo Patrono.

Dunque una festa patronale particolare, tra tante polemiche da parte di chi voleva una festa senza restrizioni, ma le direttive regionali anti covid-19 non hanno permesso il normale svolgimento. Frase ripetuta più volte sia da Don Gaetano ma anche dal Vescovo. “Le bancarelle, i fuochi, l’illuminazione sono importanti per una festa patronale, ma sono solo il contorno.” le parole del Vescovo.

Le chiavi della città sono state consegnate dal Sindaco Domenico Vitto direttamente sull’altare e dove sono stati consegnati dei premi alle associazioni musicali di Polignano e alla vedova Pellegrino che ha perso il marito proprio mentre preparava i fuochi d’artificio.

Un invito ai giovani e per i giovani l’omelia del vescovo Mons. Giuseppe Favale, “dobbiamo essere colmi di speranza, cari giovani continuate a mettervi in gioco – le parole del vescovo – per le cose grandi della vita, senza perdervi nelle cose futili. Scegliete gli ideali grandi.” Non è mancato anche l’invito agli adulti, “a loro dico, incoraggiate questi giovani, anche a fare scelte controcorrente, ad investire energie e capacità per far crescere il bene comune.”

Poi si è rivolto alla politica locale e nazionale, “carissimi investiamo di più sui giovani, offriamo loro la possibilità di mettere a frutto le proprie potenzialità, in ogni ambito.”

L’omelia poi è terminata con un grande e forte appello alla collettività polignanese, “Diamo spazio alle nuove generazioni, facciamo crescere un futuro che sia ricco di prospettive, anche qui. Che non accada più l’esodo verso terre lontane. Diamo la possibilità ai giovani di essere se stessi. Guardiamo con positività al futuro”