Mentre si prospetta una piccola e graduale riapertura delle attività, tutti settori iniziano a fare i conti con la realtà. Dopo questa crisi sanitaria che forse ha fatto capire a tutti i governatori che è importante investire nella sanità piuttosto che tagliare continuamente fondi, e spingere verso una privatizzazione, si sta concretizzando una vera e propria crisi economica. Una crisi senza precedenti, molto più forte di quella del 2008. Tutto il paese è fermo da un mese, senza produzione e senza entrate, i primi a farne le spese sono stati i cittadini, soprattutto la fascia più debole, a catena è toccato alle imprese e ora si sta riversando anche sui comuni. Quei comuni che senza gli introiti dei cittadini rischiano di collassare su se stessi

“La capacità fiscale dei Comuni è drasticamente ridotta. Non per volontà di noi amministratori, né per volontà di cittadini e imprese che versano i tributi – le parole del presidente Anci Antonio Decaro – E’ ridotta, se non in alcuni casi azzerata, per la situazione che si è creata con il blocco delle attività economiche a seguito dell’emergenza sanitaria. L’effetto di questo stato di fatto è che non abbiamo entrate ora e non ne vediamo il recupero neppure in prospettiva. Il governo deve prendere consapevolezza di questa situazione e deve far fronte già nel prossimo decreto alla richiesta di 5 miliardi che gli enti locali hanno avanzato da tempo. Non possiamo aspettare oltre: si tratta di garantire ai cittadini italiani i servizi che i Comuni erogano, a cominciare dal trasporto pubblico e dalla raccolta dei rifiuti”.

Piena sostegno alle parole del Sindaco Decaro sono arrivate puntuali dal Presidente Anci Puglia, Domenico Vitto: “Pieno sostegno a posizione presidente Decaro. Comuni sull’orlo del fallimento, senza risorse aggiuntive costretti a interrompere servizi essenziali e a fermare il paese. Uno strappo drastico e significativo – dichiara il presidente Anci Puglia – che manifesta l’enorme insostenibile disagio dei Comuni pugliesi e italiani, ormai sull’orlo del fallimento, a causa della paralisi delle attività economiche e produttive conseguenti alla pandemia da Covid-19. Anci in più occasioni ha sottolineato la grave crisi che sta investendo le amministrazioni locali. Il Governo prenda coscienza che senza risorse aggiuntive immediate saremo costretti a chiudere e interrompere i servizi essenziali. Questo significa praticamente fermare il paese e perdere ogni controllo sul dilagare di una vera e propria emergenza umanitaria senza precedenti. Confidiamo in un positivo accoglimento delle richieste dell’Anci da parte del Governo”.