Non solo scuole, ma anche la Chiesa si mobilita per arginare il problema coronavirus. In questi giorni il Presidente del consiglio dei ministri ha sottoscritto un nuovo decreto che rafforza le disposizioni per contrastare il virus. Il personale sanitario si attiene alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute; nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle altre pubbliche amministrazioni devono essere esposte negli ambienti aperti al pubblico, o di maggiore affollamento e transito, nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario e in tutti i locali aperti al pubblico, devono essere messe a disposizione degli addetti, come di utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani.

Sono sospesi le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi anche quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone.

Anche il vescovo Giuseppe Favale della Diocesi di Conversano-Monopoli, ha emanato una nota per arginare il virus, “nel territorio della nostra Diocesi non sono stati registrati casi  – si legge nella nota del Vescovo – tuttavia tenendo conto delle indicazioni espresse dalla Presidenza del consigli dei Ministri e degli orientamenti diffusi dalla Conferenza Episcopale Italiana, sollecito che in tutte le chiese – continua la nota – ci si attenga alle seguenti misure precauzionali:

  • Si tengano vuote le acquasantiere;
  • Si ometta il gesto del segno della pace;
  • Si distribuisca la comunione sulla mano;”

“Ritengo inoltre – continua Mons. Favale – vista la chiusura delle scuole, di sospendere anche le attività di catechesi fino al 15 marzo.”

“Mi preme invitare tutti quanti voi a presentarsi tali indicazioni senza creare eccessivi allarmismi, indicando ai fedeli che si tratta di disposizioni temporanee, volte a salvaguardare il bene di tutti. Al contempo – termina la nota – non ritengo ci siano le condizioni per dover sospendere le celebrazioni eucaristiche. Anzi, non si trascuri di incrementare le preghiere per quanti sono stati colpiti da questa forma influenzale cosi aggressiva e di non far mancare parole di conforto e di speranza.”