Polignano è un paese per vecchi. Poche nascite, aumentano gli stranieri, i giovani emigrano

E’ dal 2013 che i dati riportati dall’ISTAT per gli aggiornamenti annuali registra un dato omogeneo nella crescita della Popolazione Polignanese.

Dopo un picco registrato tra il 2012 e il 2013 che ha portato la popolazione da 17mila 500 abitanti a 18mila, la situazione non ha indicato nessun cambiamento. Anzi a fine 2018 si registra una lieve discesa che ha portato la popolazione a 17mila850 abitanti, complice il flusso migratorio. Infatti sono circa 280 i cittadini che hanno lasciato il paese nel 2018 sia per spostarsi all’estero oppure in altri comuni, mentre sono 232 coloro i quali hanno preferito trasferirsi e vivere a Polignano, anche in questo caso si dividono tra provenienti da altri comuni o dall’estero.

Diversa invece la situazione delle nascite con un crollo vertiginoso dal 2015 ad oggi, passando da 143 a 134. Dato ancora più allarmante se pensiamo che rispetto al 2017 si sono persi ancora altri due punti percentuali. Controtendenza invece i numeri di decessi che ogni anno è salito in maniera esponenziale passando da 147 decessi nel 2015 a 186 nel 2018.

Insomma un paese sempre più vecchio e meno giovane, ma anche con la presenza di molti stranieri, infatti a gennaio 2019 sono 558 e rappresentano il 3.1% della popolazione. La comunità straniera più numerosa è quella della Georgia con il 17%, seguita dall’Albania con il 16% e dalla Tunisia con il 15%. Dati che fanno piazzare il paese al 25 posto in classifica rispetto a tutti i paesi della provincia di Bari rientranti nella città metropolitana.

Dati che rispettano in pieno l’andamento nazionale, i cambiamenti demografici potrebbero avere ricadute negative sul potenziale di crescita economica, con impatti rilevanti sull’organizzazione dei processi produttivi e sulla struttura e la qualità del capitale umano disponibile.

Ma un paese come Polignano con molti anziani e pochi giovani è destinato ad avere problemi logistici di vivibilità, è inevitabile che l’esigenze maggiori saranno rivolte proprio ad un pubblico più adulto a discapito di una richiesta da parte dei giovani inascoltata e che porterebbe inevitabilmente all’abbandono del paese.

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